La storia della coltivazione dello zafferano inizia piu' di 3,000 anni fa.
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Storia dello zafferano nell'Europa Post Classica

La coltivazione dello zafferano in Europa subisce una notevole battuta di arresto con la caduta dell'Impero Romano. Da quel momento, per molti secoli, la coltura dello zafferano diventa rarissima ed in alcune aree inesistente. Un'inversione di tendenza avvenne quando i Mori si spinsero dal nord Africa sulle coste della Spagna, Francia e sud Italia.

Secondo una teoria i Mori reintrodussero per la prima volta lo zafferano in Europa nella regione di Poitiers dopo aver perso la battaglia di Tours con Carlo Martello nel 732 d.C..

Due secoli dopo conquistarono la Spagna e la coltura dello zafferano si diffuse nelle provincie del sud: Andalusia, Castile, La Mancha e Valencia.

Quando la Peste Nera colpi' l'Europa tra il 1347 e il 1350 la domanda e la coltivazione dello zafferano ebbero un'impennata, poiché molto richiesto dalle vittime della peste per le proprieta' medicinali che gli erano attribuite, ma molti dei contadini che lo coltivavano morirono; cosi' grossi quantitativi di zafferano vennero importati da paesi extra europei, ma anche lo zafferano proveniente dai paesi musulmani divenne presto molto raro a causa dell'inizio delle Crociate. L'isola di Rodi divenne cosi' uno dei piu' importanti fornitori di zafferano dell'Europa centrale.

Lo zafferano divento' un argomento di scontro molto violento tra la vecchia nobilta' europea in declino ed i nuovi e ricchi mercanti. A tal proposito va ricordata la "Guerra dello Zafferano" che inizio' quando i nobili ne rubarono una spedizione di 360 kg e duro' per 40 settimane. Il carico di zafferano, destinato alla citta' di Basilea, oggi avrebbe un valore di circa 5 milioni di euro. Alla fine della "Guerra" il carico venne restituito, ma nel XIII secolo il commercio dello zafferano e' stato caratterizzato da furti ed azioni di pirateria. I pirati del Mediterraneo molto spesso preferivano lo zafferano di Genova o di Venezia all'oro. Stanchi dei continui saccheggi, gli abitanti di Basilea iniziarono a coltivare lo zafferano; in pochi anni la citta' fu al centro di un ricchissimo mercato. I fiori ed i bulbi venivano protetti contro le azioni dei pirati, ma dopo una decina di anni la coltivazione venne abbandonata a seguito di raccolti andati male.
Il fulcro del mercato centro europeo divenne Norimberga, mentre i mercanti veneziani conservavano la loro posizione dominante nel Mediterraneo.

Questi mercati erano alimentati da diverse varieta' provenienti da Austria, Creta, Francia, Grecia, dall'Impero Ottomano, Sicilia e Spagna. Iniziarono a circolare partite di zafferano adulterate con miele, petali di fiore e stimmi tenuti in cantine umide per aumentarne il peso. Questa situazione ha spinto le autorita' di Norimberga a divulgare un codice di regolamentazione del mercato noto come il Codice Safranschou che prevedeva multe e prigione per chi commercializzava zafferano contraffatto.

Durante il XIV secolo, sotto il regno di Edoardo III l'Inghilterra divenne uno dei maggiori produttori, ma nel giro di pochi anni molte coltivazioni vennero dismesse. Norfolk, Suffolk e il sud della regione di Cambridgeshire furono le zone in cui la coltivazione dello zafferano si diffuse maggiormente.

Rowland Parker tra il XVI e XVII secolo forni' un cliente con le sue coltivazioni nel villaggio di Foxton, "Generalmente i contadini coltivavano un piccolo appezzamento di terreno, datosi che lo zafferano dava una buona resa, grazie anche al lavoro degli schiavi; il lavoro non retribuito fu un elemento che caratterizzo questi due secoli".

Il terreno molto drenante e con alta presenza di gesso favori' la coltivazione nella campagna di Essex. La citta' principale di questa regione, Saffron Walden, deve il suo nome proprio alla preziosa spezia coltivata nei suoi dintorni; Saffron Walden, il cui nome originale era Cheppinge Walden divenne un centro nevralgico del commercio dello zafferano.
Oggi lo stemma della citta' e' un fiore di zafferano.

Nel Medio Evo con l'aumento dei sentimenti puritani l'uso e le coltivazioni dello zafferano subirono una battuta d'arresto. Infatti i puritani predicavano una cucina piu' austera, semplice e non speziata.

Un altro elemento negativo fu l'aumento di altre spezie provenienti dai paesi dell'Est, meno stagionali e piu' economiche.

Questa tendenza fu documentata, qualche anno dopo, dal reverendo William Herbert, che divenne vescovo di Manchester; raccolse e scrisse molte informazioni su diversi aspetti del crocus, in particolare si concentro' sullo studio del declino delle coltivazioni di zafferano nel XVII secolo all'alba della Rivoluzione Industriale.

Uno dei motivi del declino e' legato all'aumento della produzione di culture piu' semplici come il mais e patate, che occuparono molti dei terreni utilizzati per lo zafferano. Inoltre i tradizionali acquirenti dello zafferano iniziarono a preferire prodotti esotici come cioccolato, caffe', te' e vaniglia.

Le coltivazioni dello zafferano si mantennero inalterate in Francia, Spagna e Italia, dove il crocus era profondamente radicato nella cultura delle persone.
 
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