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Storia dello zafferano nell'eta' Greco Romana
Lo zafferano ha avuto un ruolo importante nel periodo classico Greco-Romano (Dall'VIII secolo a.C. al III secolo d.C.);
la prima immagine conosciuta nella cultura greca è molto antica e proviene dall'Età del Bronzo: è un affresco del
palazzo di Minoan Crete che rappresenta un raccolto di zafferano con giovani donne e scimmie che raccolgono i fiori.
Molti di questi affreschi si trovano nel palazzo "Xeste 3" ad Akrotiri, sull'isola greca di Santorini e sono datati
tra il 1600-1500 a.C.
Uno di essi mostra una dea greca che sorveglia la raccolta dei fiori e degli stimmi che vengono utilizzati nella
produzione di medicinali. Un altro descrive una donna che utilizza lo zafferano per medicare il suo piede sanguinante.
Gli affreschi sono le prime rappresentazioni dell'uso dello zafferano come medicina.
I campi di zafferano di Minoan sono stati distrutti da un terremonto e da una successiva
eruzione vulcanica tra il 1645 e 1500 a.C..
Proprio la cenere vulcanica, che ha distrutto tutte le coltivazioni di zafferano,
ha preservato gli affreschi fino ai nostri giorni.
Antiche leggende Greche raccontano di intrepidi marinai che si imbarcavano ed affrontavano
viaggi lunghi e pericolosi fino alla terra remota di Cilicia, dove pensavano di trovare lo
zafferano più pregiato al mondo.
La leggeda Greca sullo zafferano più conosciuta narra la tragedia di Crocus e Smilax:
il giovane e bello Crocus parte alla ricerca della ninfa Smilax nelle foreste vicino ad
Atene. In un primo periodo di amore idilliaco Smilax è lusingata dalle attenzioni di
Crocus, ma presto inizia ad annoiarsi. Crocus continuava a darle attenzioni, fino a
perseguitarla, così Smilax trasforma Crocus in un fiore di zafferano, con tre bellissimi
stimmi rossi, simbolo della passione di Crocus per Smilax.
Questa leggenda è stata citata anche da Ovidio nell sua Metamorfosi:
Crocus and Smilax may be turn'd to flow'rs,
And the Curetes spring from bounteous show'rs
I pass a hundred legends stale, as these,
And with sweet novelty your taste to please
Gli antichi popoli del Mediterraneo apprezzavano lo
zafferano raccolto a Soli, in Cilicia (Turchia),
in particolare per i suoi usi in profumeria e cucina.
Nell'antico Egitto, Cleopatra utilizzava lo zafferano nei suoi caldi bagni per il suo
colore e per le proprietà cosmetiche che venivano ad esso attribuite; era solita
utlizzare lo zafferano prima degli incontri con gli uomini credendo aumentasse
il desiderio ed il piacere.
I problemi alle vie urinarie venivano trattati con un olio fatto da fiori di zafferano
e semi di cacao torrefatti. Generalmente veniva applicato agli uomini, mentre le donne
ingerivano un preparato molto piu' complesso.
Nell'era Greco-Romana lo zafferano è stato ampiamente commercializzato nel Mediterraneo dai Fenici.
I loro clienti erano i profumieri di Rosetta (Egitto), i medici di Gaza, gli abitanti di Rodi,
che utilizzavano lo zafferano per nascondere i cattivi odori dei cittadini più poveri durante
le rappresentazioni teatrali.
Sia i greci che i romani apprezzavano lo zafferano come profumo e deodorante.
Erano soliti spargerlo negli spazi pubblici: sale reali, corti e anfiteatri.
Quando l'imperatore Nerone salì al potere a Roma fece spargere lo zafferano
nelle strade e tra i patrizi si diffuse l'abitudine di utilizzarlo nei loro
bagni quotidiani, come mascara e, durante le cerimonie religiose, veniva offerto
alle divinità disciogliendo gli stimmi nel vino.
I coloni romani portarono lo zafferano in Gallia, dove fu coltivato fino al
271 d.C., anno dell'invasione barbarica in Italia.
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